LA CASA DI MARMO, MILANO

LA CASA DI MARMO
Milano

A project by @hannespeer
for @margrafspa at @fuorisalone
Ph: Danilo Pasquali

In occasione della Milano Design Week, nel cuore di Brera, prende forma “La Casa di Marmo”.

Un progetto firmato da Hannes Peer Architecture in collaborazione con Margraf che propone una riflessione radicale sull’uso della pietra in architettura. Non un semplice rivestimento, ma un ambiente interamente generato dal marmo: struttura, superficie, luce e atmosfera coincidono in un’unica materia, in un gesto coerente e privo di mediazioni.

Il progetto e la consulenza illuminotecnica a cura di Buzzi & Buzzi.

La Casa di Marmo, Milano

Nascosta sotto il giardino di una villa storica, l’architettura si sviluppa nel sottosuolo e si rivela attraverso una sequenza spaziale calibrata. L’accesso, segnato da una scala elicoidale e da una soglia volutamente monumentale, introduce a un universo minerale continuo in cui pareti, pavimenti e soffitti emergono da una stessa matrice. L’effetto è quello di uno spazio scavato più che costruito, come se l’ambiente fosse stato liberato per sottrazione. La discesa diventa esperienza: la luce si attenua progressivamente, i rumori si dissolvono, la percezione si affina fino al momento in cui la materia si manifesta nella sua totalità.

Il marmo Santafiora definisce l’involucro con tonalità calde e compatte, espressione di una pietra estratta in Toscana, nella cava a cielo aperto di Manciano, nel cuore della Maremma. La sua struttura densa e la bassa porosità, unite alla resistenza al fuoco, agli shock termici e agli agenti atmosferici, ne attestano le elevate prestazioni tecniche, rendendolo idoneo tanto agli interni quanto agli esterni più esposti. In questo progetto tali qualità non restano un dato tecnico, ma sostengono una visione architettonica assoluta: la solidità diventa atmosfera, la performance si traduce in permanenza.

Il percorso si struttura come una promenade in cui ogni ambiente assume un’identità distinta pur rimanendo parte di un continuum coerente. Dall’ingresso compresso, che prepara alla rivelazione del patio centrale, fulcro del progetto, dove acqua e luce incidono la superficie lapidea trasformandola in paesaggio, fino alla conversation pit, spazio introverso che accoglie il corpo in una cavità domestica, e alla cucina monolitica, dove tavolo e banco sembrano emergere da un unico blocco. La composizione non procede per accumulo ma per concentrazione: ogni elemento è parte integrante dell’insieme.

Nel patio, una lama zenitale guida lo sguardo verso l’alto mentre l’acqua scende in modo continuo, introducendo movimento e suono all’interno della compattezza minerale. Due sculture, concepite nell’ambito del progetto e realizzate con la maestria tecnica di Margraf, abitano la vasca riflettente, rafforzando la dimensione plastica dello spazio. L’architettura si fa così organismo dinamico, dove la pietra non è statica ma attraversata da luce, riflessi e variazioni atmosferiche.

La conversation pit dialoga con questa tensione tra monumentalità e raccoglimento. Una parete retroilluminata di onice e pietre semipreziose, sviluppata in collaborazione con Taurini Pianeta Gemme, si trasforma in un fondale vibrante, quasi pittorico. I volumi imbottiti realizzati da Nalesso introducono un contrappunto misurato, offrendo comfort senza interrompere la coerenza formale. Il tessile, calibrato nelle proporzioni e nelle tonalità, assorbe la luce e attenua la severità geometrica, convertendo la monumentalità in intimità abitabile.

Sul lato opposto, la cucina si presenta con una chiarezza strutturale netta. Una parete composta da molteplici tessere lapidee si configura come un atlante minerale in cui marmi traslucidi e varietà pregiate convivono in una composizione rigorosa. Non esposizione didascalica, ma paesaggio interno, dove le venature diventano linee narrative e le sedimentazioni raccontano tempi geologici. La materia si eleva a rappresentazione senza mai perdere la propria natura costruttiva.

La camera da letto conclude la sequenza in una dimensione più raccolta. L’involucro rimane compatto, avvolgente, quasi protettivo; un elemento tessile sovradimensionato introduce tuttavia una morbidezza inattesa, generando una frizione controllata tra massa e leggerezza. In questo equilibrio misurato tra rigore e accoglienza, la casa afferma la propria natura duplice: architettura radicale e spazio dell’abitare.

Onici, quarzi, agate e varietà traslucide si accendono grazie a un articolato progetto illuminotecnico firmato da Buzzi & Buzzi, che integra luce zenitale, retroilluminazioni e incisioni luminose per amplificare profondità e vibrazione cromatica. La luce non si limita a rischiarare: attraversa la pietra, la rende porosa allo sguardo, ne rivela le stratificazioni interne. Il risultato è una dimensione quasi sospesa, in cui la massa acquista leggerezza senza perdere gravitas.

La Casa di Marmo, Milano
La Casa di Marmo, Milano
La Casa di Marmo, Milano
La Casa di Marmo, Milano

“La Casa di Marmo” nasce da un dialogo serrato tra progettazione e competenza tecnica. Hannes Peer Architecture ha concepito un’architettura totale, fondata su un principio unitario.

Margraf ha reso possibile questa visione mettendo in campo capacità estrattiva, ricerca sui materiali, sviluppo industriale e precisione esecutiva. Dalla selezione dei blocchi nelle cave toscane fino alla lavorazione delle grandi lastre e all’integrazione con partner specializzati, ogni fase è stata affrontata come parte di un unico processo.

Il progetto assume così una duplice valenza: sperimentazione architettonica e dichiarazione culturale. In un tempo in cui l’architettura tende alla stratificazione e alla mediazione tecnologica, “La Casa di Marmo” riafferma la forza di una scelta unitaria, dimostrando come un materiale antico possa generare un linguaggio contemporaneo di grande impatto.

Più che un esercizio formale, è una presa di posizione: il marmo non come finitura, ma come principio costruttivo e identitario. Un’opera che coniuga disciplina progettuale e intensità espressiva, restituendo alla materia il ruolo di protagonista assoluta dello spazio e trasformando la geologia in esperienza sensoriale, dove luce, proporzione e massa parlano con chiarezza essenziale.

La Casa di Marmo, Milano